Colazione e brunch in hotel

17 Febbraio 2026

La colazione non è più “accessoria”

In molte strutture la colazione è uno dei momenti più recensiti del soggiorno: in analisi di settore si stima che circa tre recensioni su quattro citino l’esperienza breakfast. Questo significa che qualità e organizzazione della colazione possono alzare (o abbassare) la percezione dell’intero hotel.

Parallelamente cresce il ruolo del brunch: un servizio a metà tra breakfast e lunch che può attrarre clientela esterna e rendere profittevoli fasce orarie prima “morte”.

Come progettare una colazione che piace (e che si gestisce bene)

1) Varietà intelligente, non solo quantità

Meglio un buffet curato e coerente che decine di prodotti medi. Scegli un mix:

  • dolce e salato;
  • opzioni “wellness” (yogurt, frutta, semi, alternative vegetali);
  • prodotti locali e identitari (corner dedicato).

2) Layout e accessibilità

Un buffet difficile da usare genera code, stress e sprechi. Regole pratiche:

  • percorso chiaro (entrata -> piatti -> bevande -> caldo/freddo -> checkout);
  • prodotti a portata di mano, con rifornimento rapido;
  • cartellini semplici e leggibili (anche allergeni).

3) Qualità percepita: piccoli dettagli che fanno la differenza

  • pane e lievitati freschi (o con “story” chiara se artigianali);
  • confetture e ingredienti riconoscibili (meglio meno monodose “anonime”);
  • estratti/centrifughe e frutta in presentazione curata;
  • bevande calde con tempi d’attesa ridotti (seconda macchina, pre-order, caraffe).

Brunch: opportunità commerciale (anche extra-hotel)

Il brunch può:

  • portare ricavi nei weekend e nei periodi di bassa occupazione;
  • far conoscere la struttura a residenti e turisti “di passaggio”;
  • creare contenuti social (fotogenicità del food).

Per partire senza rischi:

  • crea un menu a prezzo fisso + extra;
  • limita le finestre orarie (es. due turni) per controllare costi e servizio;
  • prenotazione obbligatoria e capienza massima definita.

KPI da monitorare

  • costo food per coperto e spreco (waste);
  • tempo medio in fila e picchi di affluenza;
  • rating e menzioni su recensioni (colazione, varietà, qualità, servizio);
  • conversione: quanto incide sulle prenotazioni dirette e sul ritorno ospiti.

Checklist operativa

  • Ho definito l’offerta: target (business, leisure, famiglie), stile e corner locali?
  • Il buffet è “fluido”: percorsi, rifornimenti, allergeni, pulizia?
  • Ho un piano anti-spreco (porzioni, refill, previsioni)?
  • Posso testare il brunch con 4-6 date pilota e raccolta feedback?
  • Ho uno script per lo staff: accoglienza, gestione code, upsell bevande?